giovedì 29 agosto 2013

La lallazione variata ,invece, è una produzione linguista più evoluta che si presenta successivamente a quella canonica ed è formata da sillabe piane o complesse con due o più consonanti diverse: MA-MA-TA  oppure TA-TA-NA-MA. Un esempio vocale di questo tipo è riportato nel seguente video: 


La lallazione canonica e variata

La lallazione canonica è caratterizzata di sillabe composte da una consonante ed una vocale: MA-MA-MA-MA oppure TA-TA-TA-TA. Un esempio vocale è riportato nel seguente video: 


IV PERIODO 11-12 MESI 

In questa fase un fonema particolare viene associato sempre alla stessa gestualità e la comunicazione acquista un carattere spiccatamente volitivo, legato all'oggetto e alla persona: ragion per qui questo stadio viene definito come lo stadio del fonema affettivo.


V PERIODO 12-13 MESI

In questo stadio il linguaggio nelle sue parti elementari acquista valore segnico, indicando un oggetto specifico.


Fonte tratta da: http://www.csapiacenza.it/ballare/evoluzionecom.pdf

I PERIODO 5-6 MESI

In questo periodo il bambino presenta un'iterazione aritmica di sillabe.




II PERIODO 6-9 MESI

In questo stadio detto anche stadio della lallazione modulata l'articolazione dei suoni diviene più chiara in entrata, particolarmente con la madre, ma anche in uscita. Inoltre con la comparsa della rappresentazione mentale giunge alla comprensione delle prime parole e di conseguenza inizia ad espandere il suo patrimonio comunicativo con atti illocutori: offre, porge, indica, prende, ecc., realizza scambi verbali di tipo ludico sia in sequenza che simultaneamente (all'unisono), rafforzando il sentimento di fiducia nell'altro.




III PERIODO 9-11 MESI

In questo periodo definito anche stadio della lallazione comunicativa si può notare la fase iniziale dell'imitazione.

sabato 24 agosto 2013

STADIO DELLA LALLAZIONE

La lallazione, ripetizione di sillabe uguali, con ritmo respiratorio uguale a quello del linguaggio articolato, ma senza contenuto specifico o finalità cosciente, sviluppa e precisa il controllo motorio della produzione sonora portando il bambino a cambiare, senza alcuna intenzione, posture articolari realizzando suoni diversi, costruendo catene di movimenti articolari, associando suoni e posture degli organi della fonazione grazie a sensazioni acustiche e propriocettive.

Tra il secondo e il quinto - sesto mese, il bambino inizia ad esercitare un controllo su alcuni elementi della produzione vocalica, soprattutto per quanto riguarda la durata e l'intensità, permettendo alla madre di riconoscere il pianto di fame da quello di capriccio ecc...
in contemporanea il bambino impara a localizzare le sorgenti sonore, reagendo a suoni armonici e distesi come quelli della voce umana della madre che riconosce.

Questo stadio inoltre si divide in cinque periodi:

  1. PERIODO 5-6 MESI
  2. PERIODO 6-9 MESI
  3. PERIODO 9-11 MESI
  4. PERIODO 11-12 MESI
  5. PERIODO 12-13 MESI


mercoledì 13 febbraio 2013

IL SORRISO

Il sorriso è il primo elemento che il bambino codifica come gesto di riconoscimento del genitore o comunque come espressione di un esperienza piacevole.
Questo elemento comunicativo nasce spontaneamente in tutti i bambini, di conseguenza tale non viene appreso per imitazione.
Verso la 5 settimana di vita il bambino utilizza il sorriso ogni qualvolta vi si presenti la visione di un volto umano, non ancora, però, riconosciuto (sorriso sociale). Successivamente verso i 6-7 mesi il sorriso diventa una vera e propria forma di socializzazione in cui il bambino è in grado di riconoscere il viso famigliare da quello estraneo ( verso gli 8 mesi).


IL PIANTO


Il pianto è la prima forma comunicativa utilizzata fin da quando costituisce solamente un segnale d'allarme.
Ci sono, essenzialmente, tre tipi di pianto: da rabbia, da fame, da disperazione.
Soprattutto nei primi mesi di vita, però, il pianto è un mezzo per ricercare il contatto umano con l'adulto, in particolare con la figura materna. Il pianto quindi rappresenta un elemento molto importante per il bambino in quanto grazie ad esso egli può comunicare i propri desideri,i propri bisogni e i propri malesseri. Risulta importante quindi capire che non c'è nulla di male se i bambini esprimono le proprie emozioni con il pianto.